I giovani europeisti e le diversità culturali come destino

Le giovani generazioni in Europa sono una minoranza. La quota di cittadini europei di età compresa tra 15 e 34 anni è pari al 23,7%, quella dei giovanissimi (15-24 anni) ha un’incidenza di poco superiore al 10%. In dieci anni, dal 2007 al 2017, la coorte dei 15-34enni si è contratta dell’8%. L’Italia, con la sua quota del 20,8% di giovani di età compresa tra 15 e 34 anni sulla popolazione complessiva, di tutti i 28 Paesi membri dell’Ue è quello con la più bassa quota percentuale di giovani, diminuita nel corso del decennio del 9,3%.
Libera circolazione, euro e diversità culturali rappresentano le tre principali accezioni attribuite all’Europa che tra i giovani trovano un più largo consenso (fig. 19).

19

La libertà di movimento oltre i confini dello Stato nazionale di appartenenza, che si traduce in libertà di viaggiare, studiare e lavorare ovunque all’interno dei confini dell’Ue, è apprezzata dal 58% dei 15-34enni (e dal 60% dei 15-24enni), a fronte del 52% della popolazione europea complessiva. È l’ambito valoriale che i giovani e i giovanissimi di tutti i 28 Stati membri collocano al primo posto, i quali ampliano da nazionali a europei i confini del loro spazio di azione. Come è naturale che sia, perché in questi ultimi decenni la mobilità è diventata una componente ricorrente nella vita di gran parte della popolazione più giovane, che più ha fatto propria, ad esempio, l’abitudine agli spostamenti low cost, rivoluzionando le modalità del viaggiare. E si tratta anche della generazione che ha goduto maggiormente delle opportunità di learning mobility offerte dai programmi comunitari, primo fra tutti l’Erasmus, attivo sulla scena europea da più di trent’anni.
Il secondo valore in graduatoria, a cui i giovani associano maggiormente l’Unione europea, è l’euro: per il 37% dei 15-34enni (e il 38% dei 15-24enni), a fronte del 36% della popolazione totale. L’euro, valuta comune in 19 su 28 Stati membri, è considerato uno strumento per facilitare il libero scambio e la libertà di movimento di merci e persone. Non è un caso allora che tutti i giovani europei residenti nell’area dell’euro, con la sola eccezione dei maltesi e dei lituani, associno in seconda battuta il concetto di Unione europea proprio a quello della sua moneta unica.
Il terzo riferimento valoriale per i giovani è la diversità culturale, che per il 34% dei 15-34enni (e il 33% dei 15-24enni) è intrinseca nel concetto di integrazione europea, mentre è tale solo per il 29% della popolazione complessiva. Tra i giovani prevale, dunque, l’accezione di una realtà europea fondata su un patrimonio culturale condiviso ma composito, fatto di idee, convenzioni e tradizioni diverse, messo a fattore comune attraverso scambi, viaggi e soggiorni all’estero.
Con specifico riferimento ai giovani italiani, oltre 7 su 10 di loro si sentono cittadini europei (il 74% dei 15-34enni), a dimostrazione ancora una volta di quanto tale sentimento sia più diffuso tra le giovani generazioni che non nella popolazione totale (56%).